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Scelte di parte



Il Presidente Napolitano, stavolta devo proprio dirlo, anche se non ho l'autorevolezza necessaria per condannarlo, si è comportato malissimo riguardo la crisi del governo Prodi. La massima carica istituzionale, che avrebbe dovuto garantire in ogni caso imparzialità assoluta, aveva dichiarato che avrebbe bocciato in toto qualsiasi ipotesi di governo Prodi bis o di rinvio alle camere dell'attuale esecutivo se questo non avesse avuto una maggioranza autosufficiente per il voto sulla missione in Afghanistan, previsto tra due settimane. Per tutta risposta il centrosinistra ha avviato la campagna acquisti dei senatori all'opposizione: prima ci ha provato con il leader del moivimento per le autonomie Raffaele Lombardo, poi con il presidente della commissione Difesa Sergio De Gregorio, infine, riuscendoci, con Marco follini, ex segretario dell'Udc. Il presidente della Repubblica ha, non so quanto inconsapevolmente, dato il suo assenso a una pratica, quella da me descritta prima, che sminuisce il valore della coerenza politica di un individuo, che dà il via al più vile mercimonio delle alleanze, che distrugge il patto di reciproca fiducia tra elettore ed eletto/candidato. Non è certamente un buon segnale il fatto che a incoraggiare questa porcheria, perchè non potrebbe essere definita altrimenti, sia stato un personaggio che dovrebbe spiccare tra tutti per la sua figura garantista e super partes. Questo "mercato dei parlamentari", mai esistito nella storia della Repubblica, è nato anche per l'impossibilità e per la tracotanza del centro sinistra a non riconoscere una sconfitta che è già stata metaboilizzata da tempo dagli elettori. E' come se un malato in fin di vita, con tutti parenti che attendono l'inevitabile fine raccogliendosi intorno al capezzale, non riconoscendo l'irreversibilità della sua malattia, rifiutasse l'estrema unzione dicendo al parroco che non c'è da preoccuparsi, che lui si rimetterà presto in forma. Semplicemente pazzesco.
Napolitano, durante la conferenza stampa di ieri mattina, ha detto che non c'erano altre ipotesi possibili oltre a quella da lui scelta. Allora mi chiedo come mai, se la decisione gli pareva così logica, abbia deciso di dire la sera prima ai giornalisti che "aveva bisogno di riordianare le idee nel corso della nottata". Ci deve essere stata una forzatura della decisione del Presidente, anche piuttosto evidente, da parte di non precisati esponenti politici. Non datemi del complottista, però, perchè è un titolo che non mi si addice in nessun modo ! Abbiamo più volte avuto modo di riscontrare la credibilità e l'imparzialità assoluta di Napolitano. Proprio per questo credo che il verdetto sull'esecutivo Prodi non sia farina del suo sacco. Ho troppa stima e rispetto del Presidente della Repubblica per pensare che questo giudizio, di parte e chiaramente squilibrato, sia opera sua. 
Voglio precisare che se questa volta Prodi e la sua sghangherata compagnia non sono andati a casa di poco, la prossima volta, in occasione del voto al Senato sull'Afghanistan, andranno sotto di parecchio, non rispettando il primo dei dodici punti firmati da tutta la coalizione, quello che così dice: «Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan... ». Aria fritta, almeno per Rossi e Turigliatto e per gli altri dissidenti.
Grazie per l'attenzione e un saluto a tutti.
Francesco Corbisiero


Pubblicato il 25/2/2007 alle 22.53 nella rubrica Messaggi dal Colle più alto.

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